Reporter Senza Frontiere (RSF) ha chiesto riforme urgenti e sistemiche per migliorare l’ambiente mediatico in Bulgaria, avvertendo che il giornalismo indipendente resta sotto una pressione costante dovuta a molestie legali, inerzia politica e interessi economici opachi.

L’organizzazione ha formulato raccomandazioni chiave per misure urgenti volte a migliorare l’ambiente mediatico bulgaro, in un contesto segnato da un numero crescente di cause legali contro i giornalisti in uno degli Stati membri più poveri dell’Unione europea. “Il giornalismo è fondamentale per mantenere una democrazia trasparente e funzionante”, ha sottolineato RSF.

La Bulgaria si colloca al 70º posto su 180 paesi nell’Indice mondiale della libertà di stampa 2025, rientrando tra i tre Stati membri dell’Unione con le peggiori prestazioni. Secondo RSF, cinque anni di instabilità politica cronica, tra cui sette elezioni anticipate dal 2021, hanno significativamente ritardato o compromesso le riforme strutturali necessarie a tutelare la libertà dei media.

Questo prolungato stallo istituzionale ha, di fatto, permesso la persistenza di vulnerabilità sistemiche nel panorama mediatico, lasciando i giornalisti esposti alle pressioni di attori politici, potenti interessi economici e campagne di influenza straniere.

“I livelli di libertà dei media in Bulgaria restano tra i più bassi dell’UE da anni a causa dell’inazione delle autorità, rendendo il Paese vulnerabile a politici ostili, interessi economici arbitrari e propaganda russa”, ha dichiarato Pavol Szalai, capo dell’ufficio di RSF a Praga.

“A meno che non vengano adottate misure sistemiche per proteggerlo, il giornalismo indipendente continuerà a scomparire – insieme al diritto dei cittadini all’informazione”, ha aggiunto.

RSF segnala un ambiente di lavoro sempre più ostile per i giornalisti, in particolare per quelli che si occupano di corruzione, criminalità organizzata e abuso di potere. I reporter in questi ambiti sono frequentemente soggetti a intimidazioni, minacce e pressioni legali.

Il recente caso che coinvolge il giornalista investigativo Dimitar Stoyanov è stato citato come un esempio “preoccupante” di molestie legali. Ulteriore allarme è emerso la scorsa settimana, quando è trapelata la notizia del congelamento dei conti bancari di un giornalista della testata investigativa Bird.bg, mettendo in luce anche la dimensione finanziaria delle pressioni esercitate.

RSF ha esortato la Bulgaria ad accelerare l’adozione della direttiva europea anti-SLAPP e a introdurre una legislazione nazionale completa per contrastare le cause strategiche contro la partecipazione pubblica.

In una risposta istituzionale rapida, il ministro della Giustizia ad interim Andrey Yankulov ha proposto modifiche legislative volte a rafforzare la protezione dei giornalisti. Tuttavia, la responsabilità di adottare tali misure ricadrà sul prossimo Parlamento, evidenziando la dimensione politica della questione.

Il dibattito sulla riforma dei media si svolge parallelamente a un contesto elettorale ad alta posta in gioco. Le raccomandazioni di RSF potrebbero essere riprese da un futuro governo e da un parlamento potenzialmente dominato dalla coalizione “Bulgaria Progressista”, guidata dall’ex presidente Rumen Radev, attualmente in testa nei sondaggi in vista delle elezioni del 19 aprile.

Secondo gli ultimi dati dell’istituto demoscopico Market Links, Radev potrebbe ottenere fino a 110 seggi nel Parlamento di 240 membri, collocandosi in una posizione forte per formare un governo stabile attraverso una coalizione a due partiti.

Minaccia SLAPP

Le cause SLAPP restano una delle minacce strutturali più significative alla libertà dei media in Bulgaria. Decine di procedimenti in corso prendono di mira giornalisti e testate, spesso con richieste di risarcimento molto elevate avanzate da grandi aziende, compagnie assicurative, politici e membri della magistratura.

Questi casi sono ampiamente considerati uno strumento per esaurire le risorse, intimidire i giornalisti e scoraggiare il lavoro investigativo, piuttosto che per ottenere un legittimo risarcimento legale. Il problema non è nuovo. I rappresentanti di RSF incontrarono sei anni fa l’allora primo ministro e attuale leader del GERB Boyko Borissov, che ricevette l’organizzazione ma non riuscì poi ad attuare le sue raccomandazioni – un modello che RSF oggi contrappone implicitamente alle attuali promesse di riforma.

Oltre alle garanzie legali, RSF chiede anche cambiamenti strutturali per assicurare l’indipendenza e la sostenibilità dei media di servizio pubblico. “L’indipendenza finanziaria delle emittenti pubbliche radiofoniche e televisive deve essere garantita attraverso finanziamenti adeguati, sostenibili e prevedibili su base pluriennale, isolati dalle pressioni politiche”, ha affermato l’organizzazione, avvertendo che gli attuali meccanismi di finanziamento consentono ai governi di esercitare influenza attraverso decisioni di bilancio.

La trasparenza resta un’altra linea di frattura critica. RSF ha criticato la persistente mancanza di chiarezza sulla proprietà dei media, così come l’allocazione disomogenea e spesso non trasparente della pubblicità statale – entrambe distorsioni del mercato mediatico che minano l’indipendenza editoriale.

“Le autorità statali devono adottare misure decise contro i media che non rispettano i requisiti di trasparenza della proprietà, in particolare quelli attivamente impegnati in campagne di disinformazione, diffusione di discorsi d’odio o utilizzati come strumenti di pressione contro i giornalisti indipendenti”, ha dichiarato.

RSF ha invitato il prossimo governo bulgaro a sviluppare una strategia nazionale completa per contrastare la disinformazione e le operazioni di influenza straniera. Ciò dovrebbe includere il contrasto alla propaganda russa e alle narrazioni sempre più visibili sostenute dallo Stato cinese, evitando al contempo misure che possano limitare il giornalismo legittimo.

Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.

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